===== 3. Urbanistica ferrarese: Addizione Erculea =====
Per “Addizione Erculea” si intende un’importante espansione urbanistica, operata dall’architetto Biagio Rossetti, finalizzata alla trasformazione di Ferrara in una città ideale moderna. Si può certamente definire un’opera unica nel suo genere in termini di estensione, organicità ed originalità, e per questo ispirerà altri progetti simili in Italia. Fu proprio all’interno di questo nuovo settore urbano che si formò il quartiere dove oggi si trova la chiesa di San Giovanni Battista.
{{:architettura:1520082438802.jpeg?nocache |Mappa storica di Ferrara dopo l’Addizione Erculea,1640}}{{ :architettura:ercole_i_d_este.jpg |Ritratto di Ercole I d’Este nel XVI secolo, Dosso Dossi, Galleria Estense}} {{ :architettura:addizione_erculea.jpg |Mappa di Ferrara dopo l’Addizione Erculea}}Ferrara ha una lunga storia di espansione urbana che ha portato alla creazione di diverse "addizioni" nel corso dei secoli. Tra tutte, l'Addizione Erculea, ad opera dell’architetto Biagio Rossetti (1447 ca.- 1516), è una delle maggiori imprese di ampliamento urbanistico del XV secolo in Italia: prima nel suo genere per innovazione, estensione e organicità. La sua caratteristica di maggior rilievo è rappresentata dall’integrazione armoniosa tra i nuovi edifici, quelli preesistenti e il paesaggio circostante, all’interno di un rigoroso schema simmetrico.
Secondo Bruno Zevi (1918-2000), è grazie alla presenza di tali connotati urbani, distintivi dell’Addizione Erculea, che Ferrara è da considerarsi la “prima città moderna europea”.
Il progetto di espansione edilizia, nato a scopo difensivo, iniziò in seguito alla guerra del 1480-1482 contro Venezia, come risposta militare alle ripetute minacce e incursioni della Serenissima sul versante settentrionale del territorio ferrarese. L’avvio dei lavori interessò l’area interna alle mura cittadine comprendendo nel progetto una visione urbanistica legata al concetto di “città ideale”.
{{ :architettura:citta-ideale-1.jpg |Città ideale}}
==== Cos’è la città ideale? ====
La **città ideale** nel XV-XVI secolo rappresentava il concretizzarsi nel disegno urbanistico dei criteri e principi astratti di razionalità, funzionalità, essenzialità e rigore geometrico, propri del Rinascimento. Tale progetto rispondeva alle esigenze di una collettività che, rispetto al Medioevo, stava cambiando, orientandosi verso una nuova mentalità, modificando prospettive e stili di vita. La città doveva essere pianificata secondo un modello ideale umanistico, quindi a misura d’uomo e rispondente, in ogni aspetto, alle sue esigenze di vita. L’edificazione del quartiere di San Giovanni Battista si colloca all’interno di questo contesto di rinnovamento urbano.
{{:architettura:crop.jpeg|Scorcio del quartiere di San Giovanni Battista}}
=== Testimonianze nelle fonti di riferimento: ===
> “Il duca stesso sovrintende ai lavori in questa Terra Nova, dimostrando una competenza tecnica che ne mette in luce le qualità di vero principe architetto, mentre una schiera di progettisti lo affianca per mettere a punto la risoluzione architettonica delle singole opere. Tra costoro spiccano le figure dell'ingegnere ducale Biagio Rossetti affiancato, tra gli altri, da Battista e Antonio Maria di Rainaldo, Bartolomeo Tristano e Antenore da Bondeno. Se la concezione dell’impresa va senz’altro assegnata al duca Ercole I, gran parte degli interventi tecnico operativi che portarono alla urbanizzazione di Terra Nova sono certamente dovuti a Biagio Rossetti (...)”
- Bruno Zevi, Saper vedere l'urbanistica: Ferrara di Biagio Rossetti, la prima città moderna europea, Einaudi, Torino 1971
> “Parve ad Ercole che la città di Ferrara fosse angusta in proporzione del popolo d'allora,(...) e s' immaginò che questi dovesse aumentarsi in futuro. (...) Ercole osservò che che la pianta della città era molto estesa da Levante a Ponente, ma troppo ristretta da Mezzodì a Settentrione, da questa parte volle allargarne i confini. Biagio Rossetti architetto ferrarese fu il direttore dell' opera, uomo di singolar merito (...) Lo spazio chiuso dalle nuove mura si chiamò Terra nuova, ed anche Addizione Erculea, dal suo autore. Oltre alla via degli Angeli che vi era, furono segnate la via dei Prioni oggi di S. Benedetto, e San Giovanni Battista, sul nome della quale si è ragionato altrove (...). Ebbe premura il Duca che lungo le medesime si fabbricassero architetture, e quindi obbligò i monasteri di S. Caterina M., degli Angeli, e della Certosa a vendere, o concedere i fondi che ivi possedevano a chi per tal fine li chiedesse. Con tale mezzo vide sorgere in breve a spese proprie, così come dei privati, la maggior parte di quei riguardevoli edifici sacri e profani che oggi vi si trovano. (...)”.
- [[https://books.google.it/books/about/Memorie_per_la_storia_di_Ferrara.html?id=0SwgHrh4KNYC&redir_esc=y|Antonio Frizzi, “Memorie per la storia di Ferrara”, Ferrara 1791, Vol. 2]]
> “Quanto della città si include tra la via di San Giovanni Battista, cominciando dalla Porta dello stesso nome, fino al palazzo de Signori Marchesi Trotti davanti al palazzo de' Diamanti, tra la via degli Angeli dal palazzo Trotti fino al Castello, e tra la Giovecca dal Castello fino all'arco di questa via ; tanto noi intenderemo qui sotto il nome di Quartiere di S. Giovanni Battista (...)”.
- [[https://books.google.it/books?id=w9IFAAAAQAAJ&hl=it&source=gbs_navlinks_s|Antonio Frizzi, “Guida del forestiere per la città di Ferrara”, 1787]]
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Scritto da: Irene Guerra
Editor: Ilenia Foti