====== Jacopo Bambini ====== Il pittore ferrarese Jacopo Bambini fu inizialmente allievo di Domenico Mona dal quale si distaccò nel corso della sua vita. Morì a causa di una malattia invalidante nel 1629. {{ :5.-biografie:jacomo_bambini.jpg |}} Jacopo Bambini fu allievo di [[http://www.treccani.it/enciclopedia/domenico-mona_(Dizionario-Biografico)/|Domenico Mona]], di cui cercò di addolcire la durezza dei panneggi del maestro, anche se a volte egli stesso tendeva a quel difetto; da questo capiamo che è stato allievo di Mona, anche se dopo essere stato a Parma ha cercato in tutti modi di correggere questo difetto.\\ Jacopo è figlio di Carlo Bambini, cittadino ferrarese. Fin da bambino si mostra molto curioso e inclinato agli studi artistici. Da Domenico Mona apprese i fondamenti dell’arte per esprimere sulle tele i suoi pensieri, ma il maestro non era molto comunicativo, come capì presto Jacopo, così decise di radunare molti disegni e dipinti di pittori eccellenti che studiò. Nell’anno 1615 a casa sua, Bambini teneva l’**Accademia del Nudo**, da ciò si capisce che alla morte del maestro si distaccò dai suoi insegnamenti.\\ Nella [[4.-san-giovanni-battista:3.-architettura:1.esterni|chiesa di San Giovanni Battista]] dei canonici lateranensi abbiamo una [[4.-san-giovanni-battista:4.-opere:6.san-carlo-borromeo-in-adorazione|Madonna di Reggio con San Carlo Borromeo in atto di fare orazione]]. Nel tempo della devoluzione di Ferrara nell’anno 1598 egli fu uno dei maestri rimasti, per questo fu incaricato di copiare varie pitture importanti, i cui originali erano destinati alla corte Pontificia a Roma.\\ A causa del suo “**disordinatissimo vivere**” e della sua passione per la caccia si infortunò molto giovane e cadde in un insanabile idropisia che lo ridusse a vivere poveramente, non potendo più dipingere e conseguentemente guadagnarsi da vivere.\\ I suoi amici però cercarono di aiutarlo in ogni modo, tanto che gli pagarono le spese mediche: Questo gli allungò la vita di un paio di anni; tornò a dipingere anche se con l’ausilio di una scaletta per reggersi in piedi.\\ Morì il 5 dicembre del 1629, dopo essere stato costretto a sedere immobile per venti mesi a causa della sua malattia. ---- Bibliografia:\\ - [[http://books.google.it/books?id=UgorAAAAIAAJ&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q&f=false|G. Baruffaldi, Vite de’ pittori e scultori ferraresi, vol. II, Ferrara 1844-1846]] ---- Scritto da: Chiara Macaluso\\ Editor: Angelica Agrò