====== Gaspare Venturini ====== Gaspare Venturini, esponente della corrente artistica del **[[http://it.wikipedia.org/wiki/Scuola_ferrarese#:~:text=La%20scuola%20ferrarese%20fu%20una%20scuola%20pittorica%20che,vicine%3A%20Mantova%2C%20Venezia%2C%20la%20Lombardia%2C%20Firenze%20e%20Bologna.|Manierismo ferrarese]]**, nacque nel 1570 da genitori veneti stabilitisi da tempo a Ferrara. In città fu attivo oltre che per la corte estense, anche per diverse chiese cittadine. Ne è un esempio il quadro proveniente dalla Certosa, un tempo sede dell'Arciconfraternita della Morte, raffigurante Sant'Apollinare nell’atto di resuscitare la figlia di Rufino [[6.-indicazioni-utili:2.pinacoteca-nazionale|Pinacoteca Nazionale di Ferrara]]; fine sec. XVI ). In principio tale opera fu attribuita a [[http://www.treccani.it/enciclopedia/bernardo-castello/|Bernardo Castello]], insigne pittore genovese, di cui probabilmente il Venturini fu allievo. Sia Cittadella che Baruffaldi avanzarono l’ipotesi di un suo apprendistato a Genova, o dell’esecuzione della tela sotto il diretto controllo di Bernardo. Dal punto di vista stilistico è evidente il tentativo di Gaspare di conciliare fra loro linguaggi diversi, da un lato debitrici della tradizione locale di [[5.-biografie:4.scarsellino|Scarsellino]] e del [[http://www.treccani.it/enciclopedia/mazzuoli-giuseppe-detto-il-bastarolo_(Dizionario-Biografico)/|Bastarolo]], dall’altro inclini ai modi di [[http://www.treccani.it/enciclopedia/castellino-castello_(Dizionario-Biografico)/?search=CASTELLO%2C%20Castellino%2F|Castello]]. Un altro dipinto attribuito alla mano di Gaspare è il //San Francesco di Paola// in atto di donare la vista a un bambino nato cieco, opera non rintracciata ma nota attraverso la citazione inventariale di casa Canonici. Fu lo stesso Baruffaldi ad avanzare questa ipotesi attributiva confrontando l’opera con il Sant’Apollinare della Pinacoteca, osservandone la maniera delicata, diligente e i colori vivaci.\\ La //Vergine del Rosario con S. Domenico //e// S. Rosa da Lima// (Cento, Chiesa del Rosario) è un’ ulteriore opera ascrivibile al suo pennello. Scrutando il mezzo busto di San Domenico, in particolare la durezza delle pieghe della veste nella parte finale del quadro, si evidenzia un richiamo allo stile pittorico della scuola del Mona. È probabile dunque che Venturini apprese i primi principi in patria prima di entrare in contatto con la pittura di Bernardo Castello. La recente pubblicazione del ciclo pittorico della chiesa della Madonnina, a Ferrara, consente di ampliare il catalogo delle opere del Venturini.\\ Quest’ultimo realizzò un gruppo di tele con storie mariane, ancora oggi visibili in loco, che in origine decoravano l’antica cantoria, poi smembrata nel corso del Settecento. Notevoli sono le affinità con le forme ampie e tornite, debitrici dei modi del Mona e della cultura tardo-cinquecentesca bolognese, con l’aggiunta di un’inedita predilezione per gli scorci prospettici e per le vedute paesaggistiche. Potremmo dire si tratti di un Venturini alle prime armi, non ancora ricercato pittore di sfondati, come invece ci testimoniano le documentate commissioni per i Palazzi Bentivoglio (1589) e **[[http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_dei_Diamanti|Diamanti]]** (1593). Venturini si spense nel 1593 e venne sepolto nella chiesa di Sant’Andrea. ---- Bibliografia:\\ - [[http://books.google.it/books?id=UgorAAAAIAAJ&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q&f=false|G. Baruffaldi, Vite de’ pittori e scultori ferraresi, vol. II, Ferrara 1844-1846, pp.44-47]]\\ - F. Agostino Superbi, //Apparato de gli huomini illustri della città di Ferrara. I quali nelle lettere, e in altre nobili Virtù fiorirono//, Terza parte, pp.128-129, Ferrara 1620\\ - [[http://www.google.it/books/edition/Il_tiberino_giornale_periodico_per_servi/j-V8Obm0AxUC?hl=it&gbpv=1|Il tiberino giornale periodico per servire alla storia delle arti belle e alla erudizione degli amatori e cultori di esse, 1836, p.96 ]]\\ - J. Bentini, //Bastianino e la pittura a Ferrara nel secondo Cinquecento//, Nuova Alfa Editoriale (Bo)1985, pp. 172-77, 195-205\\ - G. Frabetti, //L’autunno dei manieristi a Ferrara//, 1978, Cassa di Risparmio Ferrara, pp. 32 n.61, 67/53\\ ---- Scritto da: Sofia Barioni\\ Editor: Angelica Agrò