====== Pinacoteca Nazionale ====== La costituzione della [[https://gallerie-estensi.beniculturali.it/pinacoteca-nazionale/|Pinacoteca Nazionale di Ferrara]] nel 1863 risponde alla volontà di affermare un’identità cittadina da ricostruire e preservare anche attraverso l’arte, contrastando la dispersione del patrimonio storico artistico e contribuendo a valorizzare il passato e la cultura del luogo.\\ {{ :contesto:storia-di-ferrara:palazzo-dei-diamanti_dsc_4684-2.jpg|Palazzo dei Diamanti}} La Pinacoteca nasce da un nucleo originario di opere raccolte al fine di **salvaguardare il patrimonio locale** dalle mire dei privati (ad esempio personaggi come Giovan Battista Costabili Containi, la cui collezione, fra la fine del Settecento e l’inizio del secolo successivo, contava più di 600 dipinti).\\ La formazione del gruppo iniziale della collezione è legata alla volontà del municipio di affermare il proprio potere, contrastando la dispersione del patrimonio e ponendo la prima pietra nella costruzione di un’**identità cittadina** che andava ricreata anche attraverso l’arte. Questa azione permise all’amministrazione di riappropriarsi della storia locale e di slegarsi in qualche modo dalle ingerenze del governo pontificio.\\ Già dalla fine del Settecento il Comune aveva iniziato a intraprendere la pratica del ricovero delle opere non di sua proprietà, avviando il trasferimento negli uffici del **Palazzo Municipale** di dipinti e sculture provenienti dalle chiese, al fine di tutelarne l’integrità e sostenere le azioni di restauro. Dopo l’Editto del cardinale Pacca (7 aprile 1820) e l’emanazione di altri regolamenti per la tutela dei beni culturali, si attuarono innumerevoli trasporti di opere dagli edifici religiosi. È per esempio noto come il risanamento della basilica di Santa Maria in Vado abbia permesso l’accumulo di pale d’altare da destinare alla “patria Pinacoteca” che l’amministrazione aveva intenzione di istituire con lo scopo di restituire un volto alla città, depauperata dal punto di vista storico-artistico dalle vicende legate alla [[2.-storia-di-ferrara:1.devoluzione|devoluzione]] ed alle spoliazioni napoleoniche. Un documento del 1835 attesta, infatti, le direttive per la sostituzione dei dipinti originali della chiesa con riproduzioni di copisti definiti “//perfetti imitatori della maniera antica//”, ancora oggi apprezzabili in alcune cappelle.\\ L’**atto costitutivo della Pinacoteca** risale al **1836** ed è preceduto da una serie di accordi preliminari. Il documento venne scritto e convalidato sotto il gonfaloniere Rinaldo Cicognara e i reggitori del Comune Francesco Avventi, Galeazzo Massari, Alessandro Musi e Francesco Scutellari, tutti profondamente legati al mondo della cultura e del collezionismo privato. Il primo nucleo di quadri sacri e di grandi dimensioni, ricoverati presso la Pinacoteca, contempla opere di artisti come Dosso Dossi, Vittore Carpaccio, Stefano da Ferrara, Domenico Panetti, Michele Coltellini e Carlo Bononi. Dopo soli due anni di distanza, nel 1838, venne redatto dall’Avventi il primo inventario della collezione: [[https://books.google.it/books?id=4tuI5KcvgaMC&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q&f=false|"Il servitore di Piazza"]]. Il testo comprendeva quarantasei dipinti di grande, medio e piccolo formato, provenienti dalle chiese di san Giovanni, san Bartolomeo, santa Lucia, sant’Antonio abate e dalla Certosa. \\ Nel **1846** le prime collezioni furono definitivamente sistemate nel piano nobile del [[https://www.palazzodiamanti.it/|Palazzo dei Diamanti]], acquistato dal comune di Ferrara nel 1842 dagli ultimi eredi della famiglia Villa. Il trasferimento delle opere nella nuova sede - più ampia e conveniente alla raccolta - rese possibile una serie di ulteriori acquisizioni provenienti dal collezionismo privato che andarono ad arricchire il catalogo del Museo cittadino, come l’annessione di un cospicuo numero di opere provenienti dalla Galleria Costabili, avvenuta nel 1874. ---- **Bibliografia:**\\ - R. Varese (a cura di), //Il passeggiere disingannato: guide di Ferrara in età pontificia//, atti del convegno, Ferrara Biblioteca Ariostea, 19 ottobre 2017: omaggio a Carlo Bassi (1923-2017), Firenze 2019, pp. 129-136\\ - E. Riccomini, //La Pinacoteca Nazionale di Ferrara : notizie storiche e informative//, Bologna 1982 ---- Scritto da: Ginevra Elettra Trisconi\\ Editor: Francesco Chirico