Descrizione degli elementi simbolici legati all’impianto centrico che sta alla base della struttura a croce greca della chiesa di San Giovanni Battista.
Durante il Rinascimento i valori simbolici conferiti a certi elementi e i codici di comportamento che dominavano la società variarono nettamente rispetto all’epoca medievale. Tutto ciò comportò il rinnovamento del linguaggio architettonico utilizzato per riprodurre e trasmettere nuovi modelli di significato: fra questi si comprende il ricorrente utilizzo di impianti centrici per le chiese.
La pianta a croce greca, frutto del consolidamento operato dall’architetto Alberto Schiatti dopo i gravi danneggiamenti del terremoto del 1570, più volte definita dalle fonti come “vaga”, termine che rimanda al suo essere peculiare ed ambigua rispetto alla tradizione architettonica ferrarese.
Tendenzialmente, gli edifici religiosi ferraresi, frutto delle fabbriche rinascimentali, presentavano un impianto a singola o a tripla navata longitudinale: forma tradizionale della chiesa comunitaria dall’epoca paleocristiana in poi. Tuttavia, nel corso del XVI secolo, l’architettura religiosa conobbe un’evoluzione verso una struttura ad impianto centrale, talvolta unito a quello longitudinale. Tale scelta trova la sua giustificazione in una ragione puramente simbolica:
Si tende infatti ad omologare l’architettura alle forme naturali, come il cerchio (circolari sono il sole, la luna, le stelle), che allude altresì all’armonia e agli ideali che caratterizzano i canoni della bellezza rinascimentale.
Fondamentale poi fu la rivalutazione dei principi contenuti nel III libro del “De Architectura” di Vitruvio, architetto del I secolo a.c. riscoperto dagli Umanisti. Nel testo si esprime la chiara volontà di dimostrare la perfetta coesione della figura umana, con braccia e gambe distese, all’interno della figura del cerchio e del quadrato, alludendo alla perfezione geometrica di tali forme.
E’ poi necessario sottolineare la forte analogia tra la forma dell'architettura e la sua allusione simbolica e figurativa nel corso dei secoli: se in epoca medievale l’impianto basilicale più diffuso era quello longitudinale a croce latina, espressione simbolica di Gesù crocifisso e sofferente, in epoca rinascimentale l’impianto centrico esplicita una rinnovata visione di Cristo: essenza di perfezione, armonia ed infinita essenza. Tuttavia, per ragioni pratiche, si preferiva adottare per l’impianto figure quadrate e poligonali (sempre originate dal cerchio) al posto del cerchio stesso: così l’impianto a croce greca divenne molto diffuso.
Così, la chiesa di San Giovanni Battista, unica nel panorama architettonico ferrarese per l’impianto a croce greca coronato da
un’alta cupola, risulta non convenzionale, e dunque, non ben compresa nella sua singolarità. Per tale motivo, nelle fonti viene più volte definita “vaga”, quando di fatto più di ogni altra esprime i caratteri simbolici dell’architettura rinascimentale.
M.A. Guarini, Compendio historico dell'origine, accrescimento, e prerogative delle chiese, e luoghi pij della città e diocesi di Ferrara, Ferrara 1621.
«I canonici regolari lateranensi (…) passarono ad abitare all’interno della città nell'Addizione Erculea in Terra nuova, dove fabbricarono una gran Chiesa in tre navate in onore di S. Giovanni Battista,(…) la quale dopo per la maggior parte rovinata per la scossa del gran terremoto la restaurarono, riducendola a più che mezza grandezza di quella che era prima, senza alterare l’antico disegno.»
G. A. Scalabrini, Memorie istoriche delle chiese di Ferrara e de' suoi borghi munite, ed illustrate con antiche inediti monumenti, che possono servire all'Istoria Sacra della suddetta Città dedicate al nobil uomo il signor conte Francesco Greco in Ferrara MDCCLXXIII, Ferrara 1773
«San Giovanni Battista, tempio maestoso in forma di croce greca (…). I Canonici di Cella Volana nell'Addizione Erculea edificarono la preesistente Chiesa col disegno di Francesco Marighella l'Anno 1505, dando principio ad una vasta Canonica; terminata la Chiesa era piú lunga rispetto ad oggi, ma solo per la scossa del terremoto del 1570. Rovinata in parte, ne fu infatti ridotta la grandezza, mantenendo la maestosa Cupola, senza alterare l’antico disegno.»
F. Avventi, Il servitore di piazza: guida per Ferrara, Ferrara 1838.
«Vaga, per l’invenzione del disegno, la chiesa in forma di croce greca, con un’ampia ed eminente cupola nel mezzo.»
Scritto da: Irene Guerra
Editor: Ilenia Foti