Interni della chiesa:
Ambiente interno con andamento longitudinale, delimitato ai lati da muri o file di colonne, che costituisce la struttura compositiva di basiliche e chiese.
Nella chiesa a pianta longitudinale rappresenta la porzione finale della navata e si caratterizza per uno sviluppo trasversale. Il transetto, assieme alla navata, definisce la pianta a croce latina o greca.
Superficie che delimita la parte inferiore concava di una cupola, tradizionalmente caratterizzata da decorazioni pittoriche e scultoree.
Superficie di raccordo tra la struttura portante di un edificio a pianta poligonale o quadrata e la cupola che lo sovrasta. Tale elemento architettonico ha origine nell’architettura bizantina.
Struttura muraria coperta da un tetto che riveste la calotta della cupola in modo da proteggerne l’estradosso (il rivestimento esterno).
Tipologia di scultura in cui le figure sono rappresentate su un piano di fondo dal quale sporgono con un rilievo ridotto. Esso produce un contrasto rialzato e dà la sensazione di vedere un quadro in rilievo.
Pilastro con funzione portante, incorporato nella parete e sporgente dalla superficie di questa, usato soprattutto nello stile rinascimentale per riprodurre, sulle strutture murarie esterne, le forme tipiche degli ordini architettonici classici.
Elemento strutturale che compone l’ordine architettonico, esso costituisce la parte superiore colonne, paraste e pilastri, e fornisce un ampio piano di appoggio alla struttura che lo sormonta, solitamente una trabeazione.
Esterni della chiesa:
Elemento con funzione decorativa utilizzato per marcare esternamente la divisione interna dei piani di un edificio.
Termine utilizzato per definire la forma della facciata di un edificio, solitamente una chiesa, quando la copertura del tetto presenta solo due spioventi.
Elemento a punta posto alla sommità di edifici architettonici, dei quali costituisce il coronamento e il motivo ornamentale. Viene anche utilizzato in maniera funzionale per conferire maggiore staticità all’edificio.
Costruzione a pianta semicircolare o poligonale, posta nelle chiese al termine della navata centrale, dopo lo spazio occupato dell’altare e dal coro.
Membratura orizzontale sovrapposta agli elementi verticali portanti(Colonna + capitello) utilizzata per collegarsi ad essi e completare la funzione di sostegno delle parti sovrastanti. Tale elemento è costituito da architrave, fregio e cornice.
Elemento strutturale che compone l’ordine architettonico, esso costituisce la parte superiore colonne, paraste e pilastri, e fornisce un ampio piano di appoggio alla struttura che lo sormonta, solitamente una trabeazione.
Pilastro con funzione portante, incorporato nella parete e sporgente dalla superficie di questa, usato soprattutto nello stile rinascimentale per riprodurre, sulle strutture murarie esterne, le forme tipiche degli ordini architettonici classici.
Forma della cupola quando è originata da una base poligonale, si distingue così dalla cupola emisferica che è originata da una base circolare.
Struttura verticale su cui si sviluppa la calotta della cupola, con funzione di raccordo tra questa e l’edificio sottostante. Spesso è traforato da aperture circolari e finestre.
Struttura muraria coperta da un tetto che riveste la calotta della cupola in modo da proteggerne l’estradosso (il rivestimento esterno).
Struttura posta alla sommità di una cupola. La funzione è quella di dare luce alla cupola stessa, essendo provvista di pareti verticali nelle quali è possibile aprire finestre. Per questa ragione, oltre per similitudine di forma, ha il nome di “lanterna”.