Adorazione dei pastori

Opera in breve:

L’opera, realizzata da un artista ignoto, si ispira alla scuola pittorica bassanesca del XVI/XVII secolo.
La scuola bassanesca era nota per la realizzazione di dipinti di scene bibliche i cui soggetti erano pastori e contadini inseriti in contesti rurali, rappresentando così un ambiente intimo e familiare. Quest’opera raffigura il momento dell’adorazione dei pastori, increduli e ammaliati dalla visione del bambino Gesù.

Adorazione dei pastori

Caratteristiche:

Titolo: Adorazione dei pastori.
Autore: Ignoto copista di Jacopo Bassano.
Datazione: XVII secolo.
Dimensione, tecnica e supporto: 195 x 342 cm, olio su tela.
Collocazione ed inventario: Nella chiesa era situato nella parte laterale della cappella presbiteriale, oggi è situato nel deposito dei Musei di Arte Antica, Ferrara, INV: DOC55.

Descrizione:

Il dipinto rappresenta la scena successiva all’Annuncio ai pastori, e come quest’ultima appartiene alla corrente di opere “biblico-pastorali” appartenenti alla scuola di Jacopo Bassano, nota per la produzione di opere nel quale l’artista illustrò storie tratte dall'Antico e dal Nuovo Testamento, ambientandole in paesaggi rurali e arricchendole di elementi ispirati dall'osservazione della vita della campagna veneta. Il dipinto rappresenta infatti una scena ricorrente con grande frequenza nell’arte di tutti i tempi: l’adunanza dei pastori accorsi ad adorare e porgere omaggio al Bambino appena nato. Insieme ai loro animali, essi circondano la Sacra Famiglia osservando con stupore ed ammirazione l’arrivo di Gesù nel buio della notte. Il miracolo della nascita è espresso dal pittore accentuando l'aspetto umano e intimo, così da calare il racconto sacro in un contesto reale e quasi quotidiano.
Uno di loro, sul lato destro, si abbevera volgendo le spalle a quanto accade, mentre sullo sfondo si presenta un paesaggio collinare con alberi ed abitazioni. La composizione mette in luce la scena sacra in primo piano, definita e compatta rispetto al paesaggio quasi abbozzato e realizzato con tonalità più scure e meno brillanti.
In quest’opera viene chiaramente ricreata l'atmosfera di familiarità contadina tipica della produzione bassanesca.


Bibliografia:
- G. Baruffaldi, Vite de’ pittori e scultori ferraresi, Ferrara 1844-1846, Vol. II, p.593
- C. Barotti, Pitture e scolture che si trovano nelle chiese, luoghi pubblici, e sobborghi della città di Ferrara, Ferrara 1770, p. 168
- C. Cittadella, Catalogo Istorico dé pittori e scultori ferraresi e delle opere loro con in fine una nota esatta delle più celebri pitture delle chiese di Ferrara, Ferrara 1783 ,Vol. IV, p.254, 255, 265
- G. Righini, La Chiesa di S. Giovanni Battista in Ferrara, Ferrara 1938, p.51


Scritto da: Irene Guerra
Editor: Angelica Agrò