Giacomo Parolini

Giacomo Parolini è stato un importante esponente della cultura pittorica emiliana di tardo Seicento.
Nato a Ferrara l'1 maggio 1663, crebbe orfano per poi essere affidato a Carlo Nepoti da Vigevano, commerciante ferrarese. Successivamente passò sotto la custodia di Francesco Viterbi a Bologna, il quale lo spinse ad intraprendere gli studi di diritto. Quando Viterbi scoprì la naturale inclinazione del giovane Parolini all’arte, lo affidò agli insegnamenti del cavaliere Giovanni Peruzzini, noto pittore torinese, che lo istruì con grande attenzione.

Nel 1683, alla morte del Viterbi, Parolini rimase solo e continuò a dedicarsi alla carriera artistica, realizzando copie di importanti opere e stringendo legami di amicizia con altri pittori. Trascorse un breve soggiorno presso la città di Venezia.

All’età di 36 anni sposò la ferrarese Elisabetta Marchiani ed acquistò una casa in cui aprì due stanze dedicate alla pittura: una ad uso personale, l’altra per esporre e vendere le proprie opere, grazie alle quali riuscì a guadagnare il denaro necessario al sostentamento della famiglia. Morì nel 1733 all’età di settant’anni.

Durante la sua carriera lavorò principalmente a Ferrara, realizzando opere per la Cattedrale e altre chiese cittadine come quella di San Giovanni Battista nelle quali sono evidenti i richiami alla pittura bolognese e a quella veneta. Tra i vari giudizi lusinghieri rivolti alla sua produzione artistica si ricordano quelli del Baruffaldi, amico e conoscente di Parolini, e, fra gli studiosi moderni, quelli di Eugenio Riccomini.


Bibliografia:

- G. Baruffaldi, Vite de’ pittori e scultori ferraresi, vol. II, Ferrara 1844-1846

- E. Riccomini, Il seicento Ferrarese, Milano 1969.


Scritto da: Martina Menghini
Editor: Angelica Agrò