Nel corso del Seicento e per tutto l’Ottocento, Ferrara è una città difficile da raggiungere. Le modifiche alla rete idroviaria, avvenute durante il Cinquecento, la rendono una meta percorribile solo previa concessione di specifici privilegi, accessibili ai ceti più colti ed abbienti.
Raggiungere Ferrara tra Seicento e Ottocento era un' impresa piuttosto complessa. Nel corso del Cinquecento, la città perde la navigazione del corso principale del Po che, in precedenza, passava sotto le mura per poi diramarsi. I percorsi di terra a sud, in direzione Bologna, vennero interrotti dalla rimozione del fiume Reno dall’alveo del Po nel 1604: il fiume bolognese divagò per quasi due secoli tra Vigarano e Marrara ed il collegamento idroviario con Bologna dovette essere spostato più a sud.
Per Bologna la navigazione era importante sia per motivi commerciali, sia per lo spostamento di persone. Il rifornimento della città dipendeva dall’efficienza del canale Navile.
I nobili europei che decidevano di compiere il Grand Tour durante il Seicento, dovevano scegliere fra pochi percorsi di transito sul territorio emiliano, tra cui quello particolarmente elitario verso Ferrara, legato alla concessione di molti privilegi. Pertanto erano ovviamente in pochi a poter transitare, tra cui aristocratici, letterati ed ecclesiastici.
Bibliografia:
- R. Varese (a cura di), Il passeggiere disingannato: guide di Ferrara in età pontificia, atti del convegno, Ferrara Biblioteca Ariostea, 19 ottobre 2017: omaggio a Carlo Bassi (1923-2017), Firenze 2019, pp. 63-80
Scritto da: Ginevra Elettra Trisconi
Editor: Francesco Chirico